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Fault lines/Turkey/East/West
Mostra personale di George Georgiou

dal 28 ottobre al 19 novembre 2010

lunedì-venerdì 10-13 / 16-20

ingresso libero


MOSTRA PROROGATA SINO AL 29 NOVEMBRE 2010



Inaugurazione:


giovedì 28 ottobre 2010

ore 19.30

partecipano George Georgiou e Vanessa Winship


ingresso libero


Il progetto Fault Lines/Turkey/East/West ha come focus la Turchia, una nazione che ha una posizione strategica dal punto di vista geografico e simbolico: è infatti crocevia tra Europa e Asia, tra la cultura Occidentale e quella Orientale.

"Fault lines", linea di faglia, nel linguaggio della geopolitica indica proprio un confine tra due aree geografiche antigue in conflitto. Per questo suo essere "terra di mezzo" non mancano all'interno della Turchia contraddizioni, contrasti e tensioni tra modernità e tradizione, tra islamismo e cristianesimo, tra democrazia e repressione. La Turchia è un paese che sta cercando faticosamente di trovare la propria identità e di amalgamare queste sue diverse facce e realtà in modo da unirle in un'unica identità moderna. Il percorso ovviamente non è semplice e il risultato non può essere immediato.

L'analisi di Georgiou parte proprio dal cambiamento che il paese sta attraversando. I cinque anni passati in Turchia per realizzare questo progetto gli hanno permesso di  documentare la trasformazione che è in atto. Una trasformazione che però porta con sé delle contraddizioni: proprio per la fretta di modernizzarsi e di mettersi al passo con i tempi, si assiste in Turchia ad una urbanizzazione improvvisa che genera cambiamenti profondi e repentini. Dovendo gestire la grandissima migrazione che ha portato milioni di persone a trasferirsi dalle campagne, dai paesi e dai villaggi sperduti verso le grandi città, si è assistito in Turchia ad una mutazione del territorio troppo rapida: agglomerati urbani che sono l'uno la copia dell'altro, reticoli di strade, paesaggi che vengono completamente ridisegnati. Una delle conseguenze di questa modernizzazione accelerata è stata l'improvvisa scomparsa e disgregazione dei villaggi e delle piccole comunità. Un altro problema è invece la sovrappopolazione: Istanbul è passata dal milione di abitanti del 1960 agli oltre 15 milioni attuali.

Il lavoro di Georgiou è stato quello di documentare questi cambiamenti per sollevare delle questioni e delle domande: sul complesso rapporto tra Est e Ovest, Oriente e Occidente, e sulla modernizzazione e urbanizzazione che trovano ostacoli nella religione e nel nazionalismo. Georgiou ha cercato di raccontare queste contraddizioni e questi cambiamenti fotografando la tranquilla vita quotidiana della popolazione turca.

Un progetto fotografico di dimensioni sociologiche, dunque, con uno sguardo verso l’architettura, la città e il paesaggio sociale turco. Un viaggio di più di duemila chilometri, da est a ovest, lungo appunto cinque anni. Un'immersione in un Paese, la Turchia, che riunisce in sé passato e modernità, Oriente e Occidente.

La macchina fotografica di Georgiou ha messo in risalto questa coesistenza di contraddizioni e di pericolose tensioni raccontando la Turchia dei volti, delle piccole e grandi città, delle periferie, delle insegne stradali. Una Turchia quotidiana fatta di cose e persone che in alcune immagini sembrano sospese in un'attesa perenne e in un tempo indefinito.

George Georgiou è nato a Londra da genitori greco-ciprioti e da vent’anni si dedica esclusivamente alla fotografia. Negli ultimi dieci anni ha fotografato intensamente nei Balcani, in Europa dell’Est e in Turchia, vivendo e lavorando in Serbia, Grecia e per cinque anni ad Istambul. Il suo lavoro consiste in progetti a lungo termine centrati sull’identità, sull’urbanizzazione e sullo spazio in cui si trovano le persone riprese nelle propriecomunità, culture e ideologie. I premi che ha ricevuto includono due World Press Photo nel 2003 e nel 2005 e un Nikon Press Award UK per il miglior saggio di fotografia nel 2000. Ha pubblicato nei maggiori magazines internazionali ed esposto in diversi paesi. Ha condotto diversi workshop e letture portfolio in Ucraina, Grecia, Turchia, Cipro, Serbia, Kosovo, Slovenia, Londra, Nigeria e Lettona ed è stato mentore di diversi fotografi nelle regioni in cui ha lavorato. Il suo primo libro, da cui è tratta questa mostra, Fault Lines/Turkey/East/West, è stato pubblicato a maggio 2010 (Postcart Edizioni).
E’ rappresentato dalle agenzie Panos (UK), Signatures (Francia) e dal settembre 2008 è rappresentato in Italia dall’agenzia Prospekt.
Per ulteriori informazioni: georgegeorgiou.net / intransit.blogspot.com.
Articoli recentemente pubblicati sul progetto Fault lines/Turkey/East/West: The New York Times - The New Yorker

Fault lines/Turkey/East/West

info e ufficio stampa:

Spazio Labo’ - Centro di Fotografia

  via Frassinago 43/2c - Bologna 

laura.demarco@spaziolabo.it   

www.spaziolabo.it

+39 328 3383634

Fault lines/Turkey/East/West
Solo exhibit of George Georgiou

from october 28th to november 19th 2010
monday-friday 10-13 / 16-20

free admittance


EXHIBITION EXTENDED UNTIL THE 29TH OF NOVEMBER


Opening:

thursday october 28th 2010

h 19.30

with the participation of George Georgiou and Vanessa Winship

free admittance


Turkey is a strategically important nation, poised geographically and symbolically between Europe and Asia. But the tensions at the heart of Turkey are becoming increasingly severe. A struggle is taking place between modernity and tradition, secularism and Islamism, democracy and repression—often in unlikely and contradictory combinations. It is these contradictions the work addresses and the complexities of a large country that was a former imperial empire searching for a modern identity.

While living in Turkey for four and a half years, Georgiou was surprised at how quickly change was taking place: landscapes, towns, and cities reshaped, an extensive road network under construction, town centers "beautified," and large apartment blocks springing up at a rapid rate around every town and city. Almost always, the architecture and infrastructure follow the same blueprint. Cities are becoming carbon copies of each other.

This modernization is designed to handle the mass migration from village to city that is transforming Turkey.
Istanbul, a city of a million people in 1960, is now one of the world's largest urban sprawls with an estimated population of over 15 million. The migration is raising a host of new issues. One of the most immediate concerns is the rapid disintegration of community in Turkish villages and towns.

Turkey is often seen as the country that will bridge the gap between the West and the Middle East. At the moment Turkey is at a political crossroads that will define the very nature of the country.

George’s work seeks to address and question the concept of East and West and the process of modernization, urbanization, and national identity that is happening against a rising tide of nationalism and religion. He have chosen to represent the changes by focusing on the quiet everyday life that most people in Turkey experience.


George Georgiou was born in London to Greek Cypriot parents. He has photographed extensively in the Balkans, Eastern Europe and Turkey for the last decade, living and working in Serbia, Greece and for the last four years, Istanbul. His work is focused on identity and people caught between communities, cultures, and ideologies. Awards include two World Press Photo prizes in 2003 and 2005, a Pictures of the Year International first prize for Istanbul Bombs in 2004 and a Nikon Press Award UK for best photo essay 2000. In September 2008 he joined Prospekt Agency, Italy. For more information: georgegeorgiou.net

Recent reviews of George Georgiou’s work can be found here: The New York Times - The New Yorker

Spazio Labo’ - Centro di Fotografia -Via Frassinago 43/2 c-d - 40123 -  Bologna - info@spaziolabo.it - 3283383634/3394534132

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