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MANUELA MARZOCCHI

Solferino 42

Progetto realizzato all’interno del modulo di fotografia Documentaria, tenuto da Martino Lombezzi, e incluso nella pubblicazione ID#01 di Edizioni Labo’ (disponibile presso la libreria di Spazio Labo’).

La situazione del disagio abitativo è diventata un fenomeno globale che tocca tutti, italiani e non. A Bologna sono trentasette le case occupate; lo stabile di via Solferino 42 è una palazzina a tre piani dei primi del Novecento, di proprietà dell’Istituto per ciechi Cavazza. All’alba di mercoledì 18 febbraio 2015, il collettivo Làbas ha preso possesso dell’edificio in pieno centro storico. La palazzina, a quanto pare, era vuota da circa cinque anni. “Occupare è giusto” scrivevano gli attivitsti su Twitter. Della decina di appartamenti vuoti, solo cinque sono stati resi abitabili per dare alloggio ad una ventina di persone di diversa nazionalità. Fra loro ci sono italiani, rumeni, etiopi, marocchini; migranti richiedenti asilo che si sono rivolti allo Sportello Adl Cobas per il diritto all’Abitare. Lo stabile, da spazio relegato all’abbandono, si è così trasformato in abitazione degna per queste venti persone che ora possono contare su un tetto sotto cui dormire. Persone che hanno scelto di occupare perché costrette da una situazione economica che non gli consentiva altre scelte. Un intenso programma di lavori di recupero da parte di tutti gli occupanti, sostenuto dalla solidarietà del vicinato che ha donato il mobilio in disuso, ha contribuito a rendere abitabili gli appartamenti.

Talee

Progetto realizzato all’interno del modulo di Ricerca Visiva tenuto da Luca Capuano.

La talea è il frammento di una pianta appo- sitamente tagliato e sistemato nel terreno o nell’acqua per rigenerare le parti mancanti, dando così vita ad un nuovo esemplare che conserva le caratteristiche della pianta da cui deriva.
Lo strappo è un procedimento con cui si separa lo strato dipinto di un affresco dal suo supporto a scopi conservativi.
L’atto di strappare, di togliere immagini da riviste, raccogliere oggetti o biglietti e con- servarli è un gesto compulsivo che deriva dal fatto di non perdere memoria di cose o persone a me care.
In questo progetto, i frammenti di immagi- ni sono come pensieri che uniti e sovrap- posti, allo stesso modo delle talee, creano le radici per un un nuovo racconto.

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