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MARTINA FERRARA

Quando partiamo?

Progetto realizzato all’interno del modulo di Progettualità ed Editing, tenuto da Laura De Marco.

Lucia Armentano nasce il 10 ottobre 1930 a Sant’Arcangelo, Basilicata. Ha tre sorelle e tre figli maschi, diventa vedova nel 1996, vive sola da allora. Lavora tutta la vita i terreni della Lucania insieme a suo marito Michele, crescendo i suoi tre figli con gli stessi valori con cui suo padre Vincenzo crebbe lei: l’onestà, l’umiltà, il lavoro. A ottantasei anni cade dalle scale e subisce gravi lesioni cerebrali che compromettono la sua memoria. Da allora vive in una vecchia villa risalente al millenovecento adibita a ospizio.

“Voglio andare a casa mia”, “Quando partiamo?”, “Prepara le valigie”, sono queste le parole tipiche che puoi sentire camminando per i corridoi di una qualsiasi casa di cura. La storia di Lucia non è diversa da quella di altre persone che popolano questi luoghi, che a un occhio esterno iniziano e finiscono nell’incapacità fisica. Non è raro non curarsi del fatto che anche loro abbiano vissuto una vita unica.

Lucia, mia nonna, donna forte e indipendente, con una mente altrettanto salda, adesso non riesce più a bastarsi: si annota i nomi dei nipoti su un foglio di carta perché non se li ricorda più, guarda in faccia i suoi figli e si chiede chi ha davanti, scambia le infermiere per amiche di infanzia. Facciamo di tutto per non lasciarla mai sola ma lei non riesce a ricordarsi delle nostre continue visite e di conseguenza è sempre adirata nei nostri confronti.

Guardo mia nonna e non rivedo la stessa persona che fino a un anno prima, nonostante vivesse tanto distante, ricordava ogni singolo compleanno e onomastico dei suoi sette nipoti. E ora che non riesce neanche a ricordare il mio nome, e che nei suoi occhi si proietta il vuoto, vorrei avere a portata di mano una scatola con dentro tutta la sua vita e regalargliela in modo che, frugandoci dentro, possa riappropriarsi di tutti i ricordi che le ha rubato questo incidente. Non potendo, mi limiterò a raccontare ad altri, come posso, la sua storia attraverso queste immagini.

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