Spazio Labo', Strada Maggiore 29, 40125, Bologna - Tel.3394534132

Marinella Paderni

(Milano, 1964) Storica d’arte contemporanea e curatrice indipendente. Si è laureata in Arti Visive presso il DAMS, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, con una tesi in Fenomenologia degli Stili sulla fotografia concettuale e l’opera di Franco Vaccari.

Attualmente è direttore dell’ISIA di Faenza, scuola universitaria di alta formazione nel campo del design. Nello stesso istituto insegna Storia dell’Arte Contemporanea e Antropologia culturale. Insegna altresì all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove tiene un corso sulla curatela presso la Laurea Magistrale in Didattica dell’Arte.

Dal 2006 al 2016 ha insegnato Fenomenologia delle Arti Contemporanee all’Accademia di Belle Arti “Carrara” di Bergamo, mentre dal 2010 al 2013 è stata docente di Produzioni nelle industri culturali e creative presso l’Università IULM di Milano per la Laurea Magistrale in Arti, Patrimoni e Mercati.

Attualmente collabora con le riviste internazionali d’arte contemporanea Flash Art e Exibart. Dal 2009 al 2013 ha collaborato con Frieze, mentre dal 2001 al 2008 con Tema Celeste.

La sua attività teorica e curatoriale è incentrata sulla fenomenologia tra le diverse arti – in relazione con altri saperi come la scienza, la tecnologia, il design, l’architettura – e sulla reinvenzione dei linguaggi artistici con un focus speciale sulla fotografia, sulla performance, sul disegno, scoprendo in anticipo sui tempi il ritorno di pratiche che da decenni erano diventate minori.

Un’attenzione particolare delle sue ricerche è data all’opera dei giovani artisti, affiancando così un lavoro di talent scout: diversi sono gli artisti giovani che ha invitato nelle sue mostre, o di cui ha scritto, diventati oggi nomi noti della scena artistica internazionale (Tomas Saraceno, Keren Cytter, Petrit Halilaj, Haris Epaminonda, Agnieska Polska, Iza Tarasewicz, Giorgio Andreotta Calò, Rossella Biscotti, Meris Angioletti, Adelita Husni-Bey, tra gli altri).

Ha pubblicato numerosi saggi critici per monografie d’artista, libri e cataloghi internazionali, affiancando anche la partecipazione a conferenze sui temi della contemporaneità. Ha fatto parte di diverse giurie di premi italiani e stranieri rivolti ai giovani artisti.

Nel 2010 ha pubblicato con la casa editrice Johan & Levi il libro intitolato Laboratorio Italia. La fotografia nell’arte contemporanea. In ambito fotografico ha curato diverse mostre, tra cui vanno annoverati i progetti site specific per il festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia (edizioni 2007, 2010, 2013, 2014). Nel 2015 è stata invitata dal “Mois Européen de la Photographie” di Lussemburgo a curare una mostra sul tema della memoria, con una personale di Silvia Camporesi dal titolo Atlas Italiae.

Diversi sono stati i progetti dedicati ai temi della città, del paesaggio e della sostenibilità urbana, tra cui le mostre Alto Impatto Ambientale (2003), Suburbia (2004, in collaborazione con Marco Senaldi) e la rassegna d’interventi site specific Open Air presso l’Orto Botanico di Parma (dal 2005 al 2008). Nel 2008 ha curato il progetto Same Democracy (in collaborazione con Elvira Vannini), prima mostra italiana sul tema delle

pratiche artistiche ispirate al modello dell’open source, e il progetto We have a dream (in collaborazione con Luca Molinari e Pier Luigi Sacco) sul tema dell’innovazione del paesaggio, con installazioni site specific degli artisti Tomás Saraceno e Marjetica Potrč.

Dal 2014 fa parte del comitato scientifico della Biennale del Disegno di Rimini e del team curatoriale, occupandosi del dialogo tra disegno antico e contemporaneo (Krobylos, 1° Biennale del Disegno di Rimini, 2014; Profili del mondo, 2° Biennale del Disegno di Rimini, 2016).

Ha curato altri progetti sulle relazioni tra espressioni artistiche del passato e la contemporaneità, tra cui la mostra La sottile linea del tempo. Opere dalla collezione AGI di Verona presso il Museo Miniscalchi Erizzo di Verona (2015), una delle più prestigiose collezione di arte contemporanea in Italia. Invitata dai collezionisti Giorgio e Anna Fasol, ha selezionate una cinquanta di loro opere ponendole in dialogo all’interno del museo con reperti e opere d’arte antica.

Nel 2016 ha curato la prima grande mostra di arte polacca contemporanea in Italia dal titolo La memoria finalmente. Arte in Polonia 1989-2016 presso la Palazzina dei Giardini di Modena in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e la Galleria civica di Modena. Il progetto è stato il frutto di due anni di studio sull’arte polacca promosso dal Ministero degli Affari Esteri polacco e dall’Istituto Polacco di Roma.

  • Posted by robertoalfano
  • On 11 aprile 2017

0 Comments

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi