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Spazio Labo’ – Centro di fotografia | Strada Maggiore 29 | Bologna
ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria)

Come ci si iscrive al gruppo di lettura?
Per partecipare ai gruppi di lettura è necessario prenotarsi compilando il seguente form online: [https://forms.gle/rZXbXH1fAXcBuMs67].
Il gruppo di lettura sul libro fotografico è un’attività culturale gratuita ideata e organizzata da Spazio Labo’ in linea con la speciale attenzione verso il libro fotografico che si materializza da sempre nella sua biblioteca e dal 2022 nel bookshop specializzato in collaborazione con la liberiria Leporello – photobooks et al di Roma.
Il bookshop e la biblioteca sono aperti nei nuovi orari estesi dal martedì al sabato dalle 17 alle 19, presso la sede di Spazio Labo’ in Strada Maggiore 29 a Bologna.
Controlla sempre gli orari di Spazio Labo’ su Google Maps per eventuali chiusure straordinarie.
Al momento non è obbligatorio essere soci e socie di Spazio Labo’ per partecipare al gruppo di lettura.
Il primo episodio della seconda stagione del Photobook Club di Spazio Labo’ partirà dal libro fotografico ‘OM/MOTHER, di Barbara Debeuckelaere e delle donne di Tel Rumeida (Eriskay Connection, 2024), progetto attualmente in mostra presso la nostra galleria.
Per questo incontro abbiamo una grande novità: vi chiediamo di portare con voi un libro (non necessariamente fotografico) sui temi principali del libro di partenza: Palestina, colonialismo e apartheid, vita quotidiana sotto occupazione, ruolo delle donne in contesti di violenza maschile e militare.
Può essere un libro fotografico, di narrativa, saggistica, poesia, o altro. Nell’arco della serata parleremo insieme di alcuni dei libri fotografici scelti da noi e portati da voi per rendere il gruppo di lettura un’attività quanto più possibile condivisa e partecipata.
È possibile partecipare al Photobook Club anche senza portare con sé un libro da condividere.
Inoltre, durante la serata sarà possibile consultare una selezione speciale di libri fotografici e di saggistica e narrativa sui temi della mostra ‘Om/Mother, per allargare il momento di riflessione e studio insieme e darvi anche la possibilità di acquistare o anche solo visionare libri non sempre di facile reperibilità.

‘OM/MOTHER, di Barbara Debeuckelaere e delle donne di otto famiglie palestinesi di Tel Rumeida (Eriskay Connection, 2024)
11,5 × 16,5 cm / 320 pagine, 30€ *
*non sono necessari l’acquisto e/o la lettura del libro fotografico per la partecipazione al gruppo di lettura.
I partecipanti e le partecipanti hanno inoltre la possibilità di consultare gratuitamente il libro presso il bookshop di Spazio Labo’ negli orari di apertura (dal martedì al sabato, ore 17-19: controlla su Google Maps per eventuali aperture o chiusure straordinarie).
I soci e le socie di Spazio Labo’ hanno diritto a uno sconto del 10% sul prezzo di listino.
Nel progetto a più mani ‘Om/Mother, le donne palestinesi di Tel Rumeida (Hebron, Cisgiordania) rivendicano la propria autonomia usando personalmente la macchina fotografica per documentare le loro vite, le loro case e l’ambiente circostante. La fotografia viene utilizzata per mostrare la loro perseveranza e denunciare la propria condizione. Mostrando al mondo la loro determinazione a continuare la loro vita quotidiana sotto occupazione, queste donne partecipano all’atto di resistenza più estremo.
Oltre a Gerusalemme, Hebron è l’unico luogo in Cisgiordania in cui coloni israeliani radicali vivono nel cuore di una città palestinese, e ospita diversi luoghi sacri sia per gli ebrei che per gli arabi. L’intreccio di piccoli insediamenti pesantemente sorvegliati suddivide i quartieri storici in piccoli settori con posti di blocco, limitando gravemente la libertà di movimento dei residenti palestinesi. Poiché solo il due percento della popolazione della Città Vecchia è israeliana, protetta da più del doppio dei soldati, le tensioni in questa società divisa aumentano regolarmente.
Oltre al conflitto persistente e all’occupazione illegale, i palestinesi sono sotto costante sorveglianza e affrontano la minaccia immediata delle molestie violente dei loro vicini coloni, che agiscono impunemente. Sebbene sia gli uomini che le donne soffrano di questa situazione, le donne sono raramente sentite o viste, poiché rimangono per lo più a casa, temendo per la propria sicurezza e quella dei propri figli e figlie. Ma la loro azione quotidiana di resistenza alla violenza e al sopruso è parte fondamentale della vita in Cisgiordania e le loro voci vanno quanto più ascoltate e condivise e anche l’arte può e deve avere un suo ruolo in questo.



Ecco in pillole la nostra proposta:
NOI Scegliamo un libro fotografico da leggere insieme o da cui partire per collegarci ad altre letture.
TU Puoi consultare il libro nel nostro bookshop prima dell’appuntamento col gruppo di lettura.
NOI Coordineremo il gruppo di lettura con Chiara Capodici (Leporello – photobooks et al.) e Laura De Marco (Spazio Labo’).
TU Puoi ascoltare, fare domande, bere una birretta, proporre delle suggestioni, partecipare attivamente.
NOI Faremo un calendario a cadenza bimestrale ispirato dai temi delle mostre nella galleria di Spazio Labo’, dalle proposte del bookshop e dalle preferenze tue e dei tuoi compagni e compagne di lettura.
TU Potrai registrarti e partecipare gratuitamente. Non c’è obbligo di acquisto del libro.
NOI Se vorrai comprare il libro ricordati che se sei socia/socio di Spazio Labo’ per l’anno in corso hai sempre il 10%* di sconto su tutti i libri del bookshop.
TU Sei felice.
* Lo sconto del 10% è dedicato solo a coloro che hanno sottoscritto la tessera Membership di Spazio Labo’, clicca sul bottone in basso per scoprire tutte le convenzioni.
Per questo episodio del Photobook Club di Spazio Labo’ abbiamo chiesto all’artista Petra Stavast, in mostra nella nostra galleria col progetto S75, di proporci quattro libri fotografici e a voi di sceglierne uno tramite un sondaggio sul nostro Instagram. Il libro fotografico che avete preferito è quello di Sanne Van Den Elzen.
«In questa serie di ritagli di immagini in movimento realizzati da Sanne – dice Petra Stavast – l’artista si concentra in modo inequivocabile sui piccoli gesti del linguaggio del corpo, intesi come parte di un gesto più ampio di un incontro. Nel suo lavoro, anche solamente nel movimento di un dito, si possono rintracciare la propria esitazione, il tentativo di approccio, la ricerca di prossimità».
Sanne van der Elzen osserva da vicino il modo in cui ci salutiamo l’un l’altro, forse il gesto più universale di tutti. Cosa succede se interpretiamo male i gesti della nostra controparte? Quale ruolo gioca l’intimità in possibili malintesi? Ad esempio, esaminando la formalità olandese di tre baci sulle guance, si potrebbe cominciare a interrogarsi sulla dimensione della propria zona di comfort. Van den Elzen invita lo spettatore a seguire il suo metodo di ricerca visiva giocosa, concentrandosi sugli intervalli e gli interspazi della complessa coreografia che è l’arte del gesto.
TODAY, TOO, I EXPERIENCED SOMETHING I HOPE TO UNDERSTAND IN A FEW DAYS,
di Sanne Van Den Elzen (Fw:Books, 2018)
17×24 cm, 128 pagine, 23€ *
[*] I partecipanti e le partecipanti hanno inoltre la possibilità di consultare gratuitamente e/o acquistare il libro presso il bookshop di Spazio Labo’ e Leporello (Strada Maggiore 29, dal martedì al sabato, ore 17-19).
I soci e le socie di Spazio Labo’ hanno diritto a uno sconto del 10% sul prezzo di listino.



Il libro di Charlie Engman è stato scelto a partire dalla mostra presente nella galleria di Spazio Labo’ Hun di Julia Mejnertsen. In questa lettura collettiva siamo partite dall’analisi delle immagini di Engman per decostruire lo sguardo ossessivo della macchina fotografica sulla figura materna. Abbiamo approfondito la molteplicità di linguaggi e stili utilizzati, le citazioni, il ruolo della fotografia di ritratto e i rapporti con la letteratura e l’arte visiva in generale.
Chi è Kathleen McCain Engman? Quante risposte possono esserci?
Il titolo del libro rivela l’identità della sua protagonista: Kathleen McCain Engman posa per suo figlio Charlie dal 2009. Eppure MOM ci mostra un volto che non riusciamo mai a conoscere veramente: mentre impariamo presto a conoscere la sua carnagione lentigginosa e il suo sguardo intenso, la sua posizione nelle immagini diventa sempre meno chiara. Engman ha iniziato a fotografare sua madre perché era disponibile, sempre pronta a soddisfare le richieste di uno dei suoi figli. Ma quello che è iniziato come un processo casuale e organico si è evoluto in un’intensa collaborazione. Il risultato non è né un album di famiglia né un tributo filiale, ma un’interazione molto più profonda e complessa, che solleva domande sui limiti della familiarità, sulle regole e sui confini dei ruoli e della rappresentazione, sulla vulnerabilità e sul controllo, e su cosa significhi guardare ed essere visti.
MOM
di Charlie Engman (Edition Patrick Frey, 2020)
27.5×20.5 cm, 220 pagine, 65€ *
[*] I partecipanti e le partecipanti hanno inoltre la possibilità di consultare gratuitamente e/o acquistare il libro presso il bookshop di Spazio Labo’ e Leporello (Strada Maggiore 29, dal martedì al sabato, ore 17-19).
I soci e le socie di Spazio Labo’ hanno diritto a uno sconto del 10% sul prezzo di listino.



Il primo libro fotografico del Photobook Club di Spazio Labo’ è stato SCUMB Manifesto di Justine Kurland (MACK, 2022), che abbiamo scelto a partire da una riflessione sui temi della mostra di Jess T. Dugan in galleria a Spazio Labo’.
In questa lettura collettiva siamo partite dall’origine e dall’analisi della pratica di Kurland e di alcuni suoi collage per ricostruire la storia delle pubblicazioni da cui sono tratti e abbiamo approfondito alcuni riferimenti iconografici dell’autrice e la connessione fra questa pubblicazione e i suoi lavori precedenti.
Ispirato all’iconoclasta tratto femminista SCUM (Society for Cutting Up Men) Manifesto di Valerie Solanas, SCUMB Manifesto ci introduce all’iniziativa senza compromessi della fotografa Justine Kurland: la Society for Cutting Up Men’s Books.
Questo volume presenta una collezione di collage che Kurland ha creato tagliando e riconfigurando libri fotografici di artisti uomini, mentre attraversava il processo di epurazione della propria biblioteca di circa 150 libri di maschi bianchi etero che hanno monopolizzato il canone fotografico.
La natura del collage – eterogeneo, scomposto, mutevole, perturbato, cyborg, fantastico – lo ha reso a lungo una strategia femminista nella vita e nell’arte.
Il rituale di Kurland è riparatore e amorevole: ogni opera è un recupero della storia; uno smembramento del patriarcato; un’inversione di genere dei termini usuali del possesso; e un modesto tentativo di compensare una vita di disparità di reddito.
Ogni lavoro in SCUMB suona come un elettrizzante appello alla libertà – la libertà di creare, distruggere, immaginare e rimodellare il nostro mondo visivo e sociale.
SCUMB Manifesto
di Justine Kurland (Mack, 2022)
Include testi in lingua inglese di Marina Chao, Renee Gladman, Catherine Lord, and Ariana Reines
24.5 x 32cm, 282 pagine, 75€*
[*] I partecipanti e le partecipanti hanno inoltre la possibilità di consultare gratuitamente e/o acquistare il libro presso il bookshop di Spazio Labo’ e Leporello (Strada Maggiore 29, dal martedì al sabato, ore 17-19).
I soci e le socie di Spazio Labo’ hanno diritto a uno sconto del 10% sul prezzo di listino.



Spazio Labo’ | Photography
Strada Maggiore 29, Bologna
Campanello Spazio Labo’ | cortile interno
info@spaziolabo.it | press@spaziolabo.it | 328 3383634
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