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Monsanto®: The Book | Intervista a Mathieu Asselin

Monsanto®: The Book | Intervista a Mathieu Asselin

  • Posted by virginia carolfi
  • On 3 novembre 2017
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In occasione di Monsanto®: The Book abbiamo intervistato Mathieu Asselin, autore della mostra e del libro da cui è nata, Monsanto®: a Photographic Investigation.

~ Ciao Mathieu, grazie per questa intervista. Partiamo dall’inizio, cosa ti ha spinto a intraprendere questo progetto?
Direi soprattutto l’indignazione; mio padre mi aveva raccontato alcune delle azioni più “nefande” di Monsanto®, e quando ho iniziato a fare qualche ricerca ho iniziato a comprendere l’enormità del problema. Come fotografo e come cittadino mi sono indignato, e ho sentito la necessità di fare qualcosa.

~ Come hai iniziato la tua ricerca?
Ho iniziato a leggere molto e a contattare giornalisti, scienziati, attivisti, agricoltori. Non ho scoperto nulla di nuovo, mi sono basato molto sugli incontri diretti con le persone e su ciò che ho trovato su Internet. Ovviamente, questo ha richiesto cura e attenzione, ho vagliato a fondo ogni contenuto, escludendo articoli poco chiari, strampalate tesi cospirazioniste e affermazioni senza fondamento. Sono andato alla fonte delle informazioni, filtrando molto i contenuti. La novità del mio lavoro è che non era mai stata portata avanti un’indagine fotografica e documentaristica su Monsanto®; ci sono innumerevoli articoli, report, inchieste, video ma niente di sistematico e fotografico.

Mathieu Asselin

Come fotografo e come cittadino mi sono indignato, e ho sentito la necessità di fare qualcosa.”

~ Hai incontrato difficoltà nella realizzazione di questo progetto? Ti sono stati messi i bastoni tra le ruote?
No, credo che Monsanto® abbia problemi ben più grandi di quelli causati dal mio libro da badare. Le difficoltà maggiori le ho incontrate nell’intervistare gli agricoltori, solitamente molto diffidenti, soprattutto quelli che avevano firmato accordi con Monsanto®. Inoltre, è stato difficile trovare alcune persone, soprattutto in Vietnam; molti avevano cambiato casa e città, spesso mi ritrovavo solo con un nome e a volte il primo contatto ha richiesto settimane per essere realizzato.

~ Hai avuto qualche sorpresa nel realizzare questo progetto, cose che non immaginavi di scoprire? Quanti anni ha richiesto?
No, direi che tutto era chiaro fin dall’inizio. La scoperta più grande è stato capire a poco a poco quanto grande e mondiale fosse questa vicenda, quanto diffuse fossero le conseguenze delle azioni della multinazionale. Ho iniziato a lavorare al progetto nel 2011 e il dummy del libro è stato prodotto nel 2016, cinque anni molto intensi!

©Mathieu Asselin

~ Ricordi qualche aneddoto in particolare avvenuto in questi cinque anni?
Sì, mi sono accadute molte cose che varrebbe la pena di raccontare, ma una su tutte secondo me sintetizza questo progetto. Ero in Vietnam e stavo per fotografare una ragazza nata senza braccia, una conseguenza delle contaminazioni dell’Agent Orange nella zona in cui viveva. Lei, appena prima di essere fotografata, si è cambiata la maglietta e ne ha indossata una con la bandiera americana. Questa cosa mi colpì moltissimo perché era ambivalente; poteva essere sia una forma di protesta contro il Paese responsabile della sua malattia, sia una manifestazione del fascino che la cultura americana esercita sempre e comunque sui giovani. Non chiesi spiegazioni, ma rimasi veramente colpito.

La scoperta più grande è stato capire a poco a poco quanto grande e mondiale fosse questa vicenda, quanto diffuse fossero le conseguenze delle azioni della multinazionale.

~ Come hai trovato i fondi per realizzare il progetto?
Per il 90% si tratta di un progetto autofinanziato, tuttavia un’azienda biologica statunitense che produce sementi, la Baker Creek Heirloom Seed, ha contribuito a finanziare il mio viaggio in Vietnam, ma l’ha fatto organizzando una sorta di crowdfunding. Ha proposto a tutta la sua community (via social, sito e newsletter) di contribuire con piccole donazioni a raccogliere la somma che mi avrebbe permesso di portare avanti il mio progetto in Vietnam, e in tre giorni è stata raccolta. Incredibile.

~ Temi future ripercussioni?
No, come ho detto prima credo proprio che Monsanto® abbia problemi più grandi da affrontare, e non penso che siano interessati al mio lavoro. Almeno, non ora!

~ Cosa ti ha portato Monsanto®: a Photographic Investigation in termini di confronti, critiche, osservazioni da parte del pubblico, premi?
Questa estate ad Arles ho tenuto alcune visite guidate all’interno della mostra, e in quelle occasioni ho incontrato moltissime persone, alcune molto informate, altre più all’oscuro dei fatti, ma tutte si sono stupite per l’ampia prospettiva che offre il libro. Grazie a loro ho capito che probabilmente uno dei pregi principali del mio lavoro è il tentativo di voler raccontare questa vicenda sotto molti punti di vista, senza focalizzarsi su un tema in particolare. Ho incontrato veterani del Vietnam che si sono commossi di fronte alle immagini e in particolare una volta una giovane donna mi ha parlato, in lacrime, di quanto la mostra l’avesse toccata. Proveniva da una zona del Vietnam affetta dalle conseguenze dell’Agent Orange e con grande probabilità ne conosceva a fondo gli orrori. Credo che Monsanto®: a Photographic Investigation sia un altro modo di combattere, un modo per opporsi a ciò che sta accadendo senza coinvolgere la politica, ma piuttosto l’etica e la morale.

@Mathieu Asselin

Monsanto®: The Book sarà visitabile fino al 12 gennaio 2018, dal lunedì al giovedì, dalle 15 alle 19. Ingresso libero.

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