Spazio Labo’ | Photograpy, Strada Maggiore 29 40125, Bologna, tel. 3515074890

Leaving Room è la nuova rubrica di Spazio Labo’ nata per continuare con senso di responsabilità e condivisione le nostre riflessioni sull’immagine contemporanea: partendo da un libro fotografico scelto dalla loro libreria di casa, i nostri ospiti “lasceranno” il loro salotto per accompagnarci in un breve viaggio tra le loro ispirazioni musicali, cinematografiche e letterarie.

I PROSSIMI INCONTRI

MERCOLEDÌ 1 APRILE ORE 12

Elinor Carucci

DOMENICA 5 APRILE ORE 12

Francesca Seravalle

ARCHIVIO

DOMENICA 29 MARZO | CHIARA CAPODICI

Ontologia politica della fotografia di Ariella Azoulay (Postmedia Books, 2018)

Come immaginare un “discorso civile” in un’epoca di devastazioni? Come fare spazio alla categoria del civile e così ridefinire un campo di relazioni fra i cittadini e coloro che sono privati del diritto di cittadinanza? Il sottotitolo del volume, “Ontologia politica della fotografia”, suggerisce la risposta a una serie di domande fa appello a un nuovo modo di prendere in considerazione la fotografia oggi, escludendo forse un po’ snobisticamente gli specialismi, le analisi storiche accademiche e il peso prioritario assegnato all’autore e al suo sguardo. Una proposta contro-corrente quella di Ariella Azoulay, che si pone in linea con gli esiti più convincenti dei visual studies. – Tiziana Serena

Chiedi alla polvere di John Fante (Einaudi)

«Chiedi alla polvere è un romanzo costruito su tre storie. Prima: un ventenne sogna di diventare uno scrittore e in effetti lo diventa. Seconda: un ventenne cattolico cerca di vivere nonostante il fatto di essere cattolico. Terza: un ventenne italoamericano si innamora di una ragazza ispano-americana e cerca di sposarla. Il tutto a bagno nella California. Immaginate di fondere le tre storie facendo convergere i tre ventenni (lo scrittore, il cattolico, l’italoamericano innamorato) in un unico ventenne e otterrete Arturo Bandini. Fatelo muovere e otterrete Chiedi alla polvere. Ammesso, naturalmente, che abbiate un talento bestiale». Alessandro Baricco

South American Way, di Carmen Miranda

Radio Days, di Woody Allen, 1987.

MERCOLEDÌ 25 MARZO | SILVIA CAMPORESI

Il sistema periodico, di Primo Levi (Einaudi)

Ognuno dei 21 racconti porta il nome di un elemento della tavola periodica ed è ad esso in qualche modo collegato. I temi sono numerosi, incentrati sulla vita professionale di chimico e contenuti in una cornice autobiografica. Dai primi esperimenti ai primi impieghi, dalle esperienze di vita nei lager nazisti ai racconti – veri o di fantasia – legati al mestiere di chimico: la vita dell’autore vista attraverso il caleidoscopio della chimica.

Strade parallele, di Giuni Russo e Franco Battiato

The Young Pope, di Paolo Sorrentino, 2016.

Come diventare vivi di Giuseppe Montesano (Bompiani – Giunti)

‘Non abbiamo tempo? E allora leggiamo in treno, in aereo, nella metro, a letto, sotto il tavolo, sotto il banco. Leggere per vivere vuol dire attingere a quell’energia che fa essere la realtà diversa da una prigione, e dobbiamo diventare lettori selvaggi proprio ora che non abbiamo tempo”: Giuseppe Montesano parte dal suo ”Lettori selvaggi” per distillare un appassionato pamphlet che compendia un’intera visione dell’uomo e della conoscenza e si propone come rifondazione di un umanesimo contemporaneo. Montesano parla a ciascuno di noi: a chi gli si siede vicino in metropolitana, a chi rifugge ogni slogan e certezza, a chi non teme la propria ignoranza perché sa trasformarla in sete di conoscenza. Con le pagine di questo libro partiamo per un viaggio attraverso le conquiste delle neuroscienze che si ribellano alla dittatura digitale, siamo investiti dal grido di chi non accetta le semplificazioni sciocche spacciate per progresso, e siamo colti dallo stupore sprigionato da una poesia letta ad alta voce e condivisa parola per parola. Montesano argomenta e racconta, e ci ricorda che aprire un libro vuol dire entrare nel regno della libertà. Il lettore disposto a lasciarsi cambiare dai libri che incontra, pronto a nascere e ad amare di nuovo a ogni pagina, è un lettore selvaggio: nell’avventura ha da perdere solo la sua prigionia, e ha tutta la vita da guadagnare.

DOMENICA 22 MARZO | ALBA ZARI

La vita interiore, di Alberto Moravia (Bompiani)

Desideria, giovane, bella e spietata, figlia adottiva di Viola, ricchissima e corrotta, confessa al narratore, che la incalza e la induce a una chiarezza estrema, una vita di ribellione alla propria famiglia, alla propria classe, alla stessa società che l’ha generata. Spinta dalla Voce interiore, dallo spirito di rivolta, non esita di fronte alla prostituzione, all’orgia, alla trama di un sequestro, a una rapina, all’incesto. Il romanzo più travagliato di Moravia: sette anni di lavoro, sette stesure, uno sconvolgente ritratto della borghesia omicida e suicida per odio a se stessa e alla vita.

We might be dead by tomorrow, di Soko

Beanpole (La ragazza d’autunno), di Kantemir Balagov, 2019.

Naufragio di Maria Lai, dalla retrospettiva Tenendo per mano il sole in mostra al MAXXI.

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